LA CHIESA BEATA VERGINE DI CARAVAGGIO
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MEDITAZIONI BIBLICHE GUIDATE

 

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MEDITAZIONI BIBLICHE PER L'AVVENTO CICLO "C"

FAMMI   CONOSCERE,   SIGNORE,   LE   TUE   VIE,   INSEGNAMI   I   TUOI   SENTIERI"   (SALMO   24, 4)


PRIMA DOMENICA DI AVVENTO "C"

 

1 TESSALONICESI 3, 12-4, 2

MEDITAZIONE


In questo passo Paolo rivela il suo amore per la comunità dei cristiani che egli stesso ha fondato a Tessalonica. Nel v. 10 dice di avere pregato giorno e notte per poter rivederli di persona. Nella prima parte di questo passo prega Cristo perché il loro amore abbondi e nella seconda parte li esorta a continuare a vivere in conformità alla volontà di Dio (v. 4, 1, 3).

Paolo evidenzia l'obiettivo del cristiano: quello di vivere una vita santa. La sua preoccupazione era che i cristiani per cui era responsabile fossero saldi e irreprensibili perché sapeva che "questa è la volontà di Dio, la vostra santificazione" (1 Tess. 4, 3). La conformità all'immagine di Cristo è la meta di ogni cristiano: "Poiché quelli che egli ha sempre conosciuto li ha anche predestinati ad essere conformi all'immagine del Figlio suo" (Rom. 8, 29). "Saremo simili a Lui" (1 Giov. 3, 2). Il Signore ci chiama alla santità perché egli stesso è santo: "Siate santi, perché io, il Signore, Dio vostro, sono santo" (Lev. 19, 2). È importante conoscere qual è il nostro destino per sapere come vivere e per fare convergere tutto ciò che facciamo e pensiamo verso la meta.

Se non hai ancora fatto l'esperienza di un incontro personale con Cristo non hai interesse per le cose spirituali e l'ultima cosa che vorresti diventare è santo: "l'uomo naturale ... non comprende le cose dello spirito di Dio; esse sono follia per lui, e non è capace di intedenderle, perché se ne può giudicare solo per mezzo dello Spirito" (1 Cor. 2, 14). Basta chiedere a una persona che non va in chiesa se tra le sue ambizioni c'è quella di diventare santo, o anche a molti altri che vanno a messa. Considererebbero la domanda pura follia. I veri figli di Dio, invece, si lasciano guidare dallo Spirito: "Tutti quelli che sono guidati dallo spirito di Dio, costoro sono figli di Dio" (Rom. 8, 14) e lo Spirito è Santo (lo Spirito Santo).

È proprio il gusto per le cose di Dio che distingue il cristiano dal non credente. Queste due categorie di persone sono entrambe in cammino verso la manifestazione finale e gloriosa di Cristo, ma una percorre la via spaziosa e l'altra quella stretta (Mat. 7, 14). Solo il credente che non s'illude, quello che cammina "saldo e irreprensibile" si sta preparando per la venuta di Cristo non solo a Natale, ma anche per il "momento della venuta del Signore nostro Gesù Cristo con tutti i suoi santi" (1 Tess. 3, 13), alla fine dei tempi.

Se ancora non hai una conoscenza personale di Cristo come Salvatore e Signore personale e non hai gusto per le cose di Dio, e in particolare, per la santità, usa questo periodo di preparazione al Natale per disporti ad accoglierlo, non solo come bambino indifeso, ma come Signore dei signori. Non riceverlo soltanto nel presepio, ma soprattutto come colui che è seduto alla destra del Padre che detiene ogni potere, compreso quello di renderti santo al suo cospetto. Una volta che hai preso la decisione di pentirti per aver percorso le tue vie, anziché quelle del Signore e dopo aver chiesto a Gesù di assumere il controllo della tua vita (di essere il tuo Signore), puoi pregare con sincerità il salmo responsoriale: "fammi conoscere, Signore, le tue vie, insegnami i tuoi sentieri" (salmo 24, 4).

Quando dimostri di voler veramente camminare nelle sue vie egli te li indicherà, ti indicherà la via stretta che porta alla vita perché egli è il Dio della tua salvezza (salmo 24, 5). La via stretta è quella della santificazione: "ci sarà una strada appianata e la chiameranno Via santa; nessun impuro la percorrerà e gli stolti non vi si aggireranno ... vi cammineranno i redenti ... e verranno in Sion con giubilo; felicità perenne splenderà sul loro capo; gioia e felicità li seguiranno e fuggiranno tristezza e pianto" (Isaia 35, 8-10). Prima che questo possa avvenire devi ammettere di aver bisogno di salvezza, di essere salvato dalle vie sbagliate che hai percorso finora affermando la tua indipendenza da Dio e dalle sue vie.

Occorre rinunciare ad essere "Padrone di te stesso", e a convinzioni come: "la vita è mia e la vivo come voglio io". Questa è la logica del mondo, non di Cristo. Le vie della santificazione saranno indicate solo se riconosci di essere peccatore: "la via giusta addita ai peccatori", se siamo umili: "il Signore ... guida gli umili secondo giustizia" (salmo 24, 8, 9) e se accettiamo di appartenere al 100% a Cristo che ti ha comprato a caro prezzo 1 Cor. 7, 23). Egli deve essere il tuo Signore. Se non accetti la signoria di Cristo non lo puoi accogliere.

In questo passo Paolo indica come puoi rendere il tuo cuore saldo e irreprensibile: crescere e abbondare nell'amore. Paolo non dice solo di crescere nell'amore verso tutti, ma di crescere e abbondare nell'amore vicendevole e verso tutti" (v. 12). Nelle Scritture l'amore di cui si parla è frutto dello Spirito Santo, è l'amore di Dio stesso e non frutto di un sentimento o di una tendenza naturale; anzi è molto spesso incompatibile con essi.

Il cristiano ama con l'amore stesso di Dio: "noi amiamo perché egli ci ha amati per primo"(1 Giov. 4, 19) e "l'amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato dato" (Rom. 5, 5). È con questo amore che occorre amare. Esamina il tuo amore per vedere se ha più dell'umano che non del divino. Il tuo amore è diverso da quello dei non credenti? Supera barriere di classe sociale, di razza? Supera i torti ricevuti? Supera i tuoi umori? Supera i tuoi sentimenti naturali? Pensa ai tuoi amici, sono i tuoi pari socialmente, superiori a te socialmente o meno fortunati di te? Quando inviti qualcuno a cena, scegli persone influenti e ti dici "mi può tornare utile" o è l'amore di Dio in te che determina la tua scelta? Leggi Rom. 5, 8 e Luca 14, 12-14. Quando esci dalla chiesa la domenica ti avvicini solo a chi conosci, a chi è ben vestito a chi è della tua classe sociale, fai distinzione di persone? Allora leggi Giacomo 2:2-9.

L'amore tra cristiani ha un valore missionario estremamente importante e diventa mezzo e motivo per altri di credere, di accogliere e di seguire Cristo. Ma se non fai splendere la luce dell'amore di Dio nei rapporti con quelli della tua comunità, senza distinzione sarai un ostacolo agli altri alla venuta di cristo. È importante la testimonianza vitale della tua fede, del tuo amore, dell'unità all'interno della comunità. Una delle ultime preghiere di Cristo al Padre fu: "Non prego solo per questi, ma anche per quelli che per la loro parola crederanno in me; perché tutti siano una cosa sola. Come tu, Padre, sei in me e io in te, siano anch'essi in noi una cosa sola, perché il mondo creda che tu mi hai mandato" (Giov. 17, 20, 21).

Questo amore divino che prende o prenderà possesso di te deve legarti a tutti i membri della tua comunità, non solo perché tu possa essere credibile, ma anche perché Cristo possa essere credibile. La tua responsabilità è notevole. L'amore divino riversato su di te deve abbondare perché possa abbondare la santità, il carattere di Dio nella tua comunità e questo attirerà i lontani. Se i lontani non vedono il carattere di Dio nella tua comunità essa non è credibile e nemmeno Cristo. Sei portatore dell'amore di Dio frutto dello Spirito o di sentimenti umani? Sei portatore del carattere di Cristo o del tuo carettere umano, non tanto diverso da quello dei non credenti?


1 TESSALONICESI 3.12-4, 2 TESTO E DOMANDE

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latest update: 29/5/04