| PRIMA DOMENICA DI QUARESIMA "C" |
| A CONFRONTO CON LA PAROLA DI DIO |
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Ho la certezza che Dio ascolta la mia voce nelle
tribolazioni o lo sento come un Dio lontano? Quali sono le cause
di questa mia convinzione?
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Quando usciamo dal nostro Egitto, dalla nostra
schiavitù, dalle nostre prove, sono convinto di esserne
uscito con le mie forze o mi rendo conto di essere stato condotto
da Dio ("e ci condusse in questo luogo" Deuteronomio
26, 9)? Riconosco la mano potente di Dio negli eventi della
mia vita?
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Nel mio cesto ci sono i frutti sani del regno
di Dio o i frutti del mondo?
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Lascio che la Parola si avvicini a me o la tengo
lontana perché scomoda e rivela ciò che preferisco
non vedere?
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Quando la Parola si avvicina a me mi sottometto
ad essa come Cristo nel deserto o trovo giustificazioni per
non seguirla? Ho usato perfino la Parola di Dio a sproposito
per giustificare ciò che so essere sbagliato o non in
conformità con la volontà di Dio per me?
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Io so che Gesù è il Signore dell'universo,
della vita e della morte, ma lo accetto come mio Signore?
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Che cosa significa nella mia vita che "Gesù
è il Signore"?
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Io credo nel cuore che Gesù è il
Signore, ma questa convinzione la proclamo con la bocca per
la salvezza mia e per quella degli altri?
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In che modo Gesù rivelò la signoria
di Dio nel deserto?
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Per riempire il tuo cesto con il frutto del regno
vuota il cesto di tutti quei frutti che appartengono al mondo
ricorrendo a sacramento della confessione.
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Scegli una sola tentazione che devi spesso affrontare
e deciditi a combatterla con qualche citazione dalle Scritture,
come fece Gesù.
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