| PRIMA DOMENICA DI AVVENTO "C" |
BARUC 5,1-9
MEDITAZIONE
Questo passo ci esorta a prendere una decisione importante: scegliere
la salvezza di Dio e scartare definitivamente la condizione di non
salvato, togliere "la veste del lutto e dell'afflizione"
ed indossare la gloria di Dio. Ci esorta ad uscire dallo stato di
esiliati, e di lontani dal Signore e ad avvicinarci, lasciarci avvolgere
dal suo amore e dalla sua gloria eterna.
Le parole "lutto" e "afflizione", in questo passo,
stanno ad indicare ciò che è in opposizione alla gloria
di Dio, qualcosa di incompatibile con essa. Non si può indossare
la gloria di Dio prima di spogliarci della "veste del lutto e
dell'afflizione".
I teologi, quando parlano della natura di Dio, elencano
le sue qualità: il suo amore, la sua santità, la sua
misericordia, la giustizia, la bontà ecc. La parola usata per
esprimere tutto l'insieme di queste caratteristiche è la "gloria".
"La veste del lutto e dell'afflizione" è tutto ciò
che non può stare insieme alla sua gloria, tutto ciò
che appartiene all'uomo naturale, non convertito, all'uomo che rifiuta
la gioia e lo splendore glorioso del Vangelo (2 Cor. 4,4). Il peccato,
seguire le nostre vie anziché quelle del Signore, la quotidianità
della nostra esistenza, gli affanni della nostra vita, possono costituire
"la veste di lutto e dell'afflizione" o la nostra prigione
perché impediscono il godimento della gloria di Dio ora. Queste
sono le armi del nemico. Come può il cristiano diventare efficace
testimone della gloria di Dio, se egli stesso non prova tale gloria
nella sua vita? Come può parlare della salvezza di Cristo se
non gode realmente la sua salvezza gloriosa? Il salmista parla di
coloro che "Proclamano lo splendore della tua gloria e raccontano
i tuoi prodigi" (salmo 144,5) anche noi siamo tra questi?
Ogni gloria è di Dio. Ecco quanto Davide affermò
di Dio: "Tua, Signore è la grandezza, la potenza, la gloria,
la maestà lo splendore" (1 Cron. 29,11). Molti vanno in
cerca della gloria, ignari che la vera gloria appartiene a Dio e che
solo lui la può dare. Scelgono di rimanere in esilio, lontani
dal Signore. Se tu sei tra questi e vuoi uscirne, disponiti ad accogliere
la gloria di Dio. Questo periodo dell'avvento servirà per creare
uno spirito di accoglienza: "Alzatevi, porte antiche, ed entri
il re della gloria" (salmo 23, 7). Alza quelle porte che bloccano
l'entrata della gloria del Signore in te. Occorre svegliarti gioioso
dal sonno "Esultino i fedeli nella gloria, sorgano lieti dai
loro giacigli" (Salmo 149,5). È chiaro, il Signore vuole
che tu tolga "la veste del lutto e dell'afflizione" che
è il peccato, per poter immergerti nella sua gloria. Egli vuole
che tu sia "ricolmo di tutta la pienezza di Dio" (Efes.
3, 19). Ma che cosa c'entra con il Natale? Cristo è l'immagine
del Padre "Chi ha visto me ha visto il Padre" (Giov. 14,
9) è immagine perfetta di Dio: "Questo Figlio che è
irradiazione della sua gloria e impronta della sua sostanza"
(Ebrei l, 3) ed egli è il Signore della gloria (Giac. 2, 1).
Egli è la gloria di Dio. Per poter accogliere Cristo, l'Emanuele,
il Dio con te, perché tu possa essere avvolto nel suo splendore
glorioso, togli "la veste del lutto e dell'afflizione",
tutto ciò che ti impedisce di godere della sua presenza gloriosa.
Il Signore della gloria, Gesù Cristo, vuole prendere dimora
presso di te "se uno mi ama, osserverà la mia parola e
il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora
presso di lui" (Giov. 4, 3). Gesù vuole prendere dimora
presso di te in questo periodo di avvento, sei disposto ad accoglierlo?
Egli vuole trasformare la tua povertà umana con lo splendore
della gloria divina. Rimani sveglio e vigilante come Pietro e i suoi
compagni e così anche tu vedrai la gloria di Cristo: "restarono
svegli e videro la sua gloria" (Luca 9, 32). Ma non ti è
dato solo di contemplare la gloria di Cristo risorto, questa stessa
gloria ti viene donata se accogli Cristo: "E la gloria che tu
hai dato a me, io l'ho data a loro, perché siano come noi una
cosa sola" (Giov. 17,22).
Prima di chiamare Lazzaro fuori dalla tomba Cristo
disse: "se credi, vedrai la gloria di Dio" (Giov. 11, 40).
Egli dice lo stesso anche a te oggi "credi e vedrai" come
può agire la gloria di Dio nella tua vita. Prima però,
occorre togliere la pietra della tomba della tua vita interiore, occorre
deporre le bende della morte (Giov. 11, 44), la "veste del lutto
e dell'afflizione". Solo allora, come Cristo ha risuscitato Lazzaro,
risusciterà anche te dalla tua tomba spirituale. Togli la pietra,
alza le porte per lasciare entrare il Re della gloria. Vuoi provare?
individua la tua "veste di lutto e di afflizione" alla quale
ti aggrappi e che ti impedisce di accogliere la persona e la salvezza
di Cristo. Che cosa impegna normalmente i tuoi pensieri e impedisce
al Signore di trovare spazio costantemente in te? Che cosa occupa
il posto più importante nella tua vita in questo periodo?
La mancanza di fede avrebbe bloccato la manifestazione
della gloria di Dio nel caso di Lazzaro, come anche può bloccare
la manifestazione della gloria di Dio in te: "credi e vedrai"
è l'esortazione di Cristo, non invertire l'ordine come voleva
fare Tommaso "se non vedo, non credo". Questo blocca tutto.
Dio non può agire nella tua vita se manca la fede, come anche
Cristo non poteva compiere nessun miracolo là dove non c'era
fede (Mat. 6, 5). Invece tutto è possibile per chi crede (Marco
9, 23): "credi e vedrai". Dio ti chiama a togliere "la
veste del lutto" in preparazione alla venuta di Cristo perché
egli è venuto per donarti la vita: "Io sono venuto perché
abbiano la vita e l'abbiano in abbondanza" (Giov. l0, 10). Proprio
come la vita ridonata a Lazzaro era, in quel momento, la gloria di
Dio, così la vita nuova che il Signore vuole dare a te dopo
che hai deciso di togliere "la veste del lutto e dell'afflizione"
e rivestirti di Cristo, costituirà la gloria di Dio: "Rivestitevi
invece del Signore Gesù Cristo e non seguite la carne nei suoi
desideri" (Rom. 13, 14). Sei stato creato per la gloria di Dio,
perché la sua gloria possa essere tua, perché tu sia
rivestito di essa. Dio vuole essere glorificato nella tua vita: "sia
che mangiate, sia che beviate, sia che facciate qualsiasi altra cosa,
fate tutto per la gloria di Dio" (1 Cor. 10, 31).
Rivestirsi della gloria di Dio è rivestirsi
della sua giustizia o santità. Spogliarsi della "veste
di lutto e dell'afflizione" è spogliarsi della vita di
peccato. Una volta che permetti al Re della gloria di prendere dimora
in te, la sua gloria splenderà in te agli occhi di tutti e
Dio vuole che tutti la vedano. Diventerai la "luce del mondo"
(Mat. 5, 14) perché la luce gloriosa di Cristo sarà
in te ed egli è "la luce del mondo" Giov. 8, 12).
Essa abiterà in te: "non sono più io che vivo,
ma Cristo vive in me", per questo motivo splenderai come un astro
nel mondo (Fil. 2, 15). Preparati, dunque, ad indossare il "mantello
della gloria di Dio" e lo vedrai "spianare ogni alta montagna"
e "rupi secolari", colmare le valli e spianare la terra"
perché vuole che tu sperimenti il Regno di Dio in te che è
"gioia nello Spirito Santo" (Rom. 14, 17).
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