| PRIMA DOMENICA DI AVVENTO "C" |
FILIPPESI 1, 3-6, 8-11
MEDITAZIONE
Le preghiere di Paolo non sono solo di richiesta (preghiera di petizione,
e d'intercessione) ma anche di lode e di ringraziamento. Le tue
preghiere sono solo di tipo "fammi" o "dammi"?
Le tue preghiere sono prevalentemente egocentriche o teocentriche?
Sei tu con i tuoi problemi al centro delle tue preghiere o Dio,
e ciò che egli ha compiuto nella tua vita? Se sono egocentriche
non pensi che questo possa essere un motivo per cui, a volte, non
trovano risposta? La preghiera e le azioni dei cristiani devono
essere in conformità con la volontà di Dio. Dalla
preghiera di Paolo si vede che egli ha a cuore il progresso spirituale
di tutti nella comunità: anche tu hai questa preoccupazione?
Ti rendi conto di essere responsabile anche tu per gli altri della
tua comunità (parrocchia) o dici come Caino: "sono io
forse il guardiano di mio fratello?" (Gen. 4, 9). Ciascuno
è responsabile della comunità ecclesiale in cui è
inserito. Che cosa fai per rendere la comunità più
splendente della gloria di Dio? Per lo meno lasci che la gloria
di Dio risplenda in te perché Cristo possa essere credibile
per i lontani?
Paolo ringrazia i Filippesi per la loro collaborazione nella diffusione
del vangelo. Avrebbe ringraziato anche te? Sei stato fedele alla
tua missione di evangelizzatore? Che cos'è il vangelo? Conosci
il vangelo di Cristo? Forse l'hai sostituito con il vangelo dell'umanesimo
moderno come tante altre persone, una specie di amore e generosità
umane? Una salvezza umana che ha bisogno solo di un salvatore umano?
Stai diffondendo la buona notizia della morte e risurrezione di
Cristo, della sua signoria e della vita nuova che c'è per
chiunque accolga Cristo? Forse hai appena deciso di ascoltare e
assimilare la Parola? Bene: Dio ha suscitato questo desiderio e
lo porterà a termine. Se accogli Cristo egli rafforzerà
sempre di più questo desiderio perché l'ignoranza
delle scritture è ignoranza di Cristo. Come Cristo ebbe compassione
per la folla senza guida, disorientata così anche tu: "Vedendo
le folle ne sentì compassione, perché erano stanche
e sfinite, come pecore senza pastore. Allora disse ai suoi discepoli:
"La messe è molta, ma gli operai sono pochi! Pregate
dunque il padrone della messe che mandi operai nella sua messe!"
(Matt. 9, 36-38). Con il crollo delle ideologie e il disorientamento
di molti la messe è pronta ma gli operai sono pochi perciò
rimbocchiamoci le maniche e affrontiamo la nostra missione evangelizzatrice
insieme agli altri. Come tutti i cristiani anche tu sei chiamato
a compiere la stessa missione di Cristo: "Come il Padre ha
mandato me, anch'io mando voi" (Giov. 20, 21). Egli vuole che
tutti sappiano che ha un disegno per ciascuno e che accogliere Cristo
è il primo passo necessario verso la realizzazione di questo
disegno: egli "solleva dalla polvere il misero, innalza il
povero dalle immondizie, per farli sedere con i capi del popolo
e assegnare un seggio di gloria" (1 Sam. 2, 8) questo "seggio
di gloria" è la vita nuova che ora godiamo con e in
Cristo: "Con lui ci ha anche risuscitati e ci ha fatto sedere
nei cieli, in Cristo Gesù" (Efes. 2, 6, il tempo usato
è il passato e non il futuro). Ad ogni persone che accoglie
il Signore e che si affida a lui è promesso "un seggio
di gloria". Sia che stia riprendendo o iniziando il cammino
di fede cristiana, la Parola di Dio assumerà un volto nuovo
per te, ti comunicherà una vita nuova, uno spirito vitale,
irresistibile. Attraverso la sua Parola Dio indicherà le
sue vie ma solo se sei disposto a rinunciare alle tue vie, al tuo
modo di vivere per permettere che Cristo viva la sua in te: "non
sono più io che vivo, ma Cristo vive in me" (Gal. 2,
20).
Nota lo zelo dei Filippesi. Fin dal primo giorno
hanno collaborato alla diffusione del vangelo. Alcuni credono che
ci voglia molto tempo e molta santità prima di collaborare
alla diffusione del vangelo per la salvezza di coloro che credono.
Paolo aveva una fede grande, non tanto nei Filippesi quanto in Cristo
che operava in loro, come opera sempre in tutti quelli che lo accolgono.
I Filippesi hanno sperimentato la potenza di Dio nella loro vita
e nella loro missione evangelizzatrice. Sei desideroso di fare altrettanto?
Come il salmista così anche tu potrai dire:
"Grandi cose ha fatto il signore per noi, ci ha colmati di
gioia" (salmo responsoriale: Salmo 125, 3) perché ti
avrà liberato da ogni forma di schiavitù. Vedrai che
gradualmente egli spianerà le montagne e riempirà
le valli per rendere sicuro il tuo cammino come si legge nella prima
lettura Baruc 5,1-9. Come egli ricondusse i prigionieri di Sion
alla pienezza della gioia, ricondurrà anche te se ti affidi
a lui e ti sembrerà di sognare (vedi il Salmo responsoriale
le letture brevi ). Cristo è venuto perché tu potessi
godere della salvezza di Dio, per essere pieno della sua gioia:
"questo vi ho detto perché la mia gioia sia in voi e
la vostra gioia sia piena" (Giov. 5, 11). Nota che non riceverai
una gioia qualunque, bensì quella di Cristo stesso perché
egli vivrà in te, come in Paolo, se ora ti prepari ad accoglierlo.
Ma questo versetto contiene un altro insegnamento
importante per la vita spirituale del credente: È stato Dio
ad iniziare l'opera di evangelizzazione dei Filippesi. In realtà
è Dio che inizia ogni opera di valore eterno. Se leggi Matteo
7, 21-23 vedi che non tutte le opere che si compiono hanno origine
in Dio solo perché sono buone. Possono avere origine umana,
per soddisfare esigenze personali o per guadagnare la stima degli
altri. In altre parole il bene che si fa può essere il compimento
della nostra volontà anziché quella del Signore. Questo
significa che affermiamo la nostra indipendenza, e non ricerchiamo
la sua volontà. Ciò che hanno fatto questi "operatori
d'iniquità" nel passo di Matteo era stato fatto nel
nome di Dio, cioè opere sicuramente buone. Ma ogni opera
con valore spirituale e valore eterno ha origine in Dio. Perciò
ogni credente deve sentire la voce di Dio e la sua guida, ascoltando
lo Spirito Santo in lui per scoprire la volontà di Dio. Questo
significa anche maggiore umiltà, maggiore ascolto, una vita
di preghiera, prerequisiti necessari per la scoperta della volontà
di Dio: Il Signore ."guida gli umili" e "insegna
ai poveri le sue vie" (salmo 24, 9) solo chi è umile
e povero è dipendente. Ognuno deve coltivare lo spirito di
dipendenza, la povertà di spirito per scoprire la volontà
di Dio. Nella sua lettera ai Filippesi, Paolo scrive: "È
Dio infatti che suscita in voi il volere e l'operare" non secondo
i nostri progetti ma "secondo i suoi benevoli disegni"
(Fil. 2, 13) e di nuovo in Efes. 2, 10: "Siamo fatti opera
sua, creati in Cristo Gesù per le opere buone che Dio ha
predisposto perché noi le praticassimo." Cristo fa capire
che non siamo stati noi a scegliere lui, ma lui noi: "non avete
scelto me, ma io ho scelto Voi" (Giov. 15:16) e di nuovo dice:
"io vi ho scelto dal mondo" (Giov. 15:19).
Durante questo periodo, dunque, rimani in ascolto,
discerni le mozioni dello Spirito Santo che ti guida in ogni momento
della tua vita e che ti guida soprattutto verso la piena ed entusiasta
accoglienza di Gesù che desidera vivere la sua vita in te,
per comunicarti la sua gioia e la sua salvezza.
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