| TERZA DOMENICA DI AVVENTO "C" |
FILIPPESI 4, 4-7
TESTO E DOMANDE
4 Rallegratevi nel Signore, sempre;
ve lo ripeto ancora, rallegratevi. 5 La vostra affabilità
sia nota a tutti gli uomini. Il Signore è vicino! 6
Non angustiatevi per nulla, ma in ogni necessità esponete
a Dio le vostre richieste, con preghiere, suppliche e ringraziamenti;
7 e la pace di Dio, che sorpassa ogni intelligenza,
custodirà i vostri cuori e i vostri pensieri in Cristo
Gesù.
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Che cosa ha in comune questo passo con quello della prima
lettura? ( Sofonia
3, 14-18 )
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Perché Paolo dice "rallegratevi nel Signore"
e non semplicemente "rallegratevi? Che differenza c'è
tra la gioia del cristiano e quella di coloro che non hanno
accolto Cristo?
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Quando dobbiamo rallegrarci e perché Paolo ripeta
l'esortazione?
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L'affabilità di cui parla in questo passo è
solo un'affabilità sociale?
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Quale è il motivo della gioia del cristiano?
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Perché siamo esortati a non angustiarci? In che modo
l'angustiarsi può bloccare la nostra crescita spirituale?
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Se ci angustiamo è segno di che cosa? (Leggere Marco
4, 40, 1 Giov. 4, 18)
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Anziché angustiarci che cosa dovremmo fare?
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Quali sono gli effetti della preghiera fatta con fede; quale
promessa viene fatta a chi segue queste esortazioni? (v. 7).
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Di che tipo di pace godremo?
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