| PRIMA DOMENICA DI AVVENTO "C" |
GEREMIA 33,14-16
MEDITAZIONE
Il nostro cammino in preparazione all'avvento inizia con una lettura
di Geremia, uno dei grandi profeti dell'Antico Testamento. La sicurezza
del profeta e la solennità del suo tono derivano dalla consapevolezza
di essere portavoce di Dio, investito dell'autorità suprema. Questa
autorità è di tutti coloro che sanno di parlare e di agire in conformità
alla volontà di Dio. Durante questo periodo la Parola di Dio sarà
la guida che porterà verso il momento culminante: l'accoglienza del
germoglio giusto, il Figlio di Davide e il Figlio di Dio, Gesù Cristo.
Si tratta di un'accoglienza liturgica, ma la liturgia è un mezzo
per rendere reale e vitale ciò che rappresenta. A partire da questa
accoglienza liturgica inizierai (se ancora non hai accolto Gesù come
Signore della tua vita), o riprenderai con nuovo entusiasmo il cammino
di fede che continuerà per tutta la vita, il cammino alla presenza
del Signore. Se accogli Cristo sarà l'inizio di una vita diversa,
quella vita di cui Paolo parlava quando disse: "non sono più io che
vivo, ma Cristo vive in me" (Gal. 2, 20).
Le parole di Geremia sono solenni, sicure e penetrano
nel cuore dei suoi ascoltatori; possono penetrare quindi anche nel
tuo profondo, oggi. La Parola di Dio sarà la tua guida perché è potente
ed efficace: "La mia parola non è forse come il fuoco e come un martello
che spacca la roccia?" ? (Geremia 23, 29). Durante l'avvento lascia
che la Parola di Dio spacchi e penetri la roccia solida della tua
indifferenza, della tua ostilità, della tua ribellione contro la volontà
di Dio per te. Lascia che tutto ciò che ostacola la venuta di Cristo
in te venga bruciato dal fuoco purificatore della Parola di Dio.
Geremia fu chiamato ad esercitare il ruolo di profeta
all'età di 22 anni. La sua missione era quella di ammonire il popolo
che non aveva il benché minimo interesse per la conversione. Il potere
politico e la prosperità materiale occupavano il posto che spettava
e Dio. La situazione non è diversa da quella di oggi. Se questa è
anche la tua situazione sei chiamato ad indirizzare lo sguardo verso
l'arrivo (avvento) di uno che vuole essere accolto da te per rinnovare
e trasformare la tua vita, il tuo modo di pensare, operando dal di
dentro. Hai solo da dirgli di sì. Gli vuoi fare spazio?
In questo periodo, come per tutto il resto della tua
vita, sei chiamato a guardare nella direzione dell'unico Salvatore,
il germoglio dalla casa di Davide, a comprendere perché è venuto e
a decidere se vuoi accoglierlo nella tua vita perché egli possa disporne
come vorrà. Se lo farai, diventerai anche tu erede della promessa
fatta alla casa di Israele e alla casa di Giuda, anche tu godrai della
salvezza e della tranquillità eterna, godrai della vita eterna fin
d'ora.
A Geremia Dio afferma la fedeltà alla sua promessa
cioè quella di mandare il Messia e la sua salvezza alla case d'Israele.
Nonostante la situazione dolorosa di Geremia (fu perseguitato, incarcerato
e messo a morte) la rivelazione aveva creato in lui un'attesa e una
speranza gioiose.
Così anche per te. Se sinceramente ti disponi ad accogliere
il Salvatore che viene, se accetti che egli controlli la tua vita,
per conoscere la sua salvezza, la tua situazione di dolore, di miseria,
il tuo disorientamento, il tuo vuoto spirituale non ti schiacceranno
più. Diventerai "una creatura nuova" (Galati 5, 17). Dio ti ha fatto
una promessa ed egli è fedele: "io realizzerò le promesse che ho fatto
alla casa d'Israele". La nuova casa d'Israele, il nuovo popolo di
Dio sei tu insieme a tutti gli altri che accolgono il Signore. un
altro nome per il popolo di Dio è "Chiesa".
Questo passo evidenzia ciò che caratterizza la vita
del cristiano: lo sguardo rivolto a Cristo e al nostro futuro destino
che è nelle sue mani. Uno degli attributi del germoglio (Cristo) è
la giustizia. Il germoglio che sorgerà, non è la giustizia in senso
astratto, filosofico, sociale o politico ma è la "nostra giustizia":
"Ed è per lui che voi siete in Cristo Gesù, il quale per opera di
Dio è diventato per noi sapienza, giustizia, santificazione e redenzione
(1 Corinti. 1, 30) Cristo è tutto questo; e, accogliendo lui, si accoglie
ciò che egli è e tutto ciò che egli ha.
Nella misura in cui accogli Cristo sarai partecipe
della sua vita gloriosa e regale che si chiama vita eterna. Egli ha
offerto la sua vita terrena sul Calvario per te ed ora vuole darti
la sua vita gloriosa. La sua è una vita di donazione. La giustizia
di cui si parla nelle scritture normalmente significa essere giusti
davanti al Signore, essere a posto con lui; significa innanzitutto
accettare il dono più sublime: quello di suo Figlio e accettare che
la sua vita in te prenda radice e porti frutto. Non dimentichiamo
che la sua vita è quella del Re dei re, del Signore dei signori, del
Signore della gloria ed egli vuole regnare nella tua vita. Durante
il periodo dell'avvento il Signore ti invita a lasciarti rivestire
di questa gloria di Cristo.
Può sembrare, da certe situazioni, che la salvezza
tardi. Geremia pronunciò queste parole qualche secolo prima della
loro realizzazione. La ripetizione di espressioni di tempo "in quei
giorni" rivela che Dio ha un piano preciso per te e che c'è un momento
preciso per attuare nella tua vita la salvezza.
Qualunque sia la tua situazione accogli il Signore
e aspetta il momento che egli ha scelto per portare a compimento la
sua salvezza per te. La tua salvezza, il godimento della vita eterna,
inizierà a partire dal momento in cui tu accoglierai Cristo e gli
permetterai di occupare il posto che gli spetta nella tua vita.
Lo riceverai non solo liturgicamente come bambino
indifeso, il giorno della sua nascita ma soprattutto come il Re dei
re che vuole regnare in te, vuole stabilire il suo regno in te. Se
glielo permetterai allora egli potrà cominciare ad operare efficacemente.
In questo periodo aspetta attivamente la venuta del
Signore liturgicamente e personalmente: "verranno i giorni" anche
per te di scoprire, per mezzo dello Spirito Santo, il piano di Dio
per te; e, comprendendo, accetterai e vedrai la potenza di Dio in
te e nelle tue situazioni. Gesù, l'inviato di Dio, il "germoglio di
giustizia", la tua giustizia, vero Dio e vero uomo, può entrare nella
tua vita e può rivoluzionarla, trasformarla. Trasformerà il tuo pianto
in gioia, la tua paura in amore, la tua preoccupazione in tranquillità,
la tua disperazione in fiduciosa attesa nella realizzazione delle
promesse del Signore.
Attendi, dunque, anche tu la venuta del Salvatore
e della sua salvezza non solo nella liturgia, ma anche nella tua vita.
Non in modo astratto, intellettuale, bensì in modo vitale, reale.
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