Chiesa Beata Vergine di Caravaggio Cremona

LA CHIESA BEATA VERGINE DI CARAVAGGIO
CREMONA

 

MEDITAZIONI BIBLICHE GUIDATE

 

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MEDITAZIONI BIBLICHE PER LA QUARESIMA CICLO "C"

 


NEANCH'IO TI CONDANNO


QUINTA DOMENICA DI QUARESIMA "C"

 


GIOVANNI 8, 1-11

 

MEDITAZIONE


In Giovanni 7, 53 si legge: "e tornarono ciascuno a casa sua" e in 8, 1: "Gesù si avviò allora verso il monte degli Ulivi". L'uomo torna a casa e Gesù, che "non ha dove posare il capo" (Matteo 8, 20), va sul monte degli Ulivi. Gesù si ritira dalla gente di notte (v. 2) per essere in piena comunione con il Padre per affrontare il giorno seguente e per poter essere sempre suo strumento efficace. Anche per te la comunione con il Padre è il canale per mezzo del quale la potenza di Dio penetra nella tua vita. Egli è strumento efficace perché il Padre opera in lui (Giovanni 14, l0) e gli insegna (Giovanni 8, 20); egli è la stessa potenza che già opera in noi (Efesini 3, 20).

La mattina, all'alba, Gesù va al tempio per insegnare alla gente, nella potenza del Padre. L'alba è il momento in cui la luce comincia a manifestarsi, il momento in cui Gesù, luce del mondo, rivela l'insegnamento del Padre ricevuto sul monte. La gente è attirata dal suo insegnamento perché le sue sono "Parole di vita eterna" (Giovanni 6, 68).

Non è a caso che Gesù inizia il suo insegnamento all'alba. Quell'alba è Cristo: "grazie alla bontà, misericordiosa del nostro Dio, per cui verrà a visitarci dall'alto un sole che sorge per rischiarare quelli che stanno nelle tenebre e nell'ombra della morte" (Luca l, 78). Egli è il sole che annuncia l'arrivo di un nuovo giorno, una nuova vita, la vita di Dio stesso che è luce (1 Giovanni 1, 5) e che sorge in ciascuno.

Il giorno precedente (Giovanni 7, 44), il tentativo di arrestare Gesù era fallito e i capi religiosi tentano una nuova strategia: come Gesù si sarebbe comportato davanti ad un caso che è una trasgressione flagrante della legge di Dio? Lo volevano mettere alla prova. Non è la preoccupazione per il rispetto della legge che li induce a portare la donna davanti a lui, ma agiscono per motivi negativi: vogliono screditare Gesù presso il popolo.

Secondo la legge (Levitico 20, 10; Deuteronomio 22, 22), se Gesù avesse detto di lasciarla andare, sarebbe stato giudicato nemico della legge di Dio e avrebbe contraddetto la sua affermazione di non essere venuto per abolire la legge, ma per compierla (Matteo 5, 17). Se avesse detto loro di lapidarla, i capi avrebbero screditato la sua amicizia con i peccatori e con i pubblicani e la sua affermazione di essere venuto a salvare chi era perduto (Luca 19, 10). Il problema posto davanti a Gesù fu quella della giustizia di Dio e della sua misericordia: come conciliarle? L'unico modo in cui il colpevole può salvarsi è per mezzo della misericordia. La legge lo condanna, la misericordia di Dio lo salva. Come può Dio essere giusto e nello stesso tempo misericordioso? Come può condannare il peccato e salvare il peccatore? Questo è in realtà il problema posto davanti a Gesù in quel momento. La soluzione è in Cristo che è la misericordia di Dio e ogni uomo deve scegliere tra la legge e Cristo. La legge condanna, Cristo salva. La legge esiste per rivelare lo stato di peccatore. Paolo dice che il fine della legge è portarci a Cristo (Galati 3, 4), per farci riconoscere il nostro bisogno di misericordia, il nostro bisogno di lui.

Gesù rimase in silenzio. Il fatto che insistessero a chiedere (v. 7) fa capire che interpretavano il silenzio come imbarazzante per lui. Finalmente l'avevano incastrato!! Ma la risposta di Gesù: "Chi di voi è senza peccato, scagli per primo la pietra" mette anche i capi religiosi a confronto con il loro peccato, con il loro bisogno di misericordia. Essi, come la donna, come anche tutti noi, sono colpevoli davanti a Dio (Salmo 13, 3; Romani 3, 12, 1 Giovanni l, 8), tutti siamo sotto la condanna della legge. Tutti devono decidere di rimanere sotto la legge e sotto la condanna che deriva dalla legge o sotto la signoria di Cristo e avere accesso alla misericordia di Dio: "Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato" (Giovanni 3, 18). I capi religiosi, come l'adultera, erano sotto la condanna della legge di Dio; tutti, senza distinzione, erano bisognosi della misericordia di Dio che Cristo è venuto a portare. La legge è servita per condurre la donna a Gesù per sperimentare la misericordia di Dio e ha condotto i capi religiosi a lui, ma essi non hanno sperimentato la misericordia di Dio perché se ne sono allontanati.

Tutti quanti se ne vanno perché sentono il rimprovero della propria coscienza. Ecco perché nessun uomo può amministrare la giustizia di Dio. Cristo rispetta la legge, ne ribadisce il valore, e, più importante ancora, fa splendere la luce della legge di Dio sugli accusatori, rivelando che anch'essi hanno bisogno della misericordia, compresi gli anziani che, per primi, se ne sono andati.

La situazione è capovolta: ora sono i capi che si trovano nel silenzio imbarazzante. Quei farisei che si vantavano dei loro digiuni, delle loro preghiere sono stati smascherati dalla luce di Dio.

Gesù non dice nulla contro la legge, né condanna la donna. I capi religiosi, anziché gettarsi ai piedi di Gesù, anziché accogliere la misericordia di Dio, se ne allontanano. Quanti hanno bisogno della misericordia di Dio, lo sanno, ma non vogliono venire a Cristo per riceverla dalla sue mani: "voi non volete venire a me per avere la vita" (Giovanni 5, 40). Solo lo Spirito può operare il pentimento e la conversione e rendere l'uomo capace di rinunciare alla propria giustizia, per accettare quella di Cristo (Giovanni 16, 8).

I capi hanno sfidato Gesù con la legge di Dio, Gesù li sconfigge con la stessa legge. La legge non ha più potere sulla donna che si trova ora sola, alla presenza della misericordia di Dio: Gesù. Ora egli agisce in grazia e verità: "la legge fu data per mezzo di Mosè, la grazia e la verità vennero per mezzo di Gesù Cristo" (Giovanni 1, 17).

La donna è immagine di ciascun uomo che, sotto la condanna di Dio per il peccato, può ricevere "grazia, misericordia e pace da Dio Padre e da Cristo Gesù Signore nostro" (1 Timoteo 1, 2) se accetta Cristo come Salvatore e come Signore della propria vita. Come la donna dice "Signore", diciamolo anche noi: "chiunque invocherà il nome del Signore sarà salvato" (Romani 10, 3). Chi viene a Cristo, come la donna, non sarà condannato: "non c'è dunque più nessuna condanna per quelli che sono in Cristo Gesù (Romani 8, 1).

Egli non condanna la donna; anzi sarà lui ad essere condannato a suo posto e al nostro posto: "Dio lo trattò da peccato in nostro favore" (2 Corinti 5, 21). Nella persona di Cristo la grazia e la misericordia sono armonizzate con la giustizia.

Lasciamo che la luce di Dio riveli ora la nostra situazione davanti a Dio, per capire la necessità di accettare Cristo, la sua salvezza e la sua signoria, sia perché la sua giustizia perfetta possa essere nostra, sia per non avere la luce della legge di Dio riversata su di noi nel giorno del giudizio.



GIOVANNI 8, 1-11 TESTO E DOMANDE

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latest update: 26/5/04