Chiesa Beata Vergine di Caravaggio Cremona

LA CHIESA BEATA VERGINE DI CARAVAGGIO
CREMONA

 

MEDITAZIONI BIBLICHE GUIDATE

 

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MEDITAZIONI BIBLICHE PER L'AVVENTO CICLO "C"

 


BEATA   COLEI   CHE   HA   CREDUTO   NELL'ADEMPIMENTO   DELLE   PAROLE   DEL   SIGNORE   (LUCA   1:45)

 


QUARTA DOMENICA DI AVVENTO "C"

 


LUCA 1, 39-48

 

MEDITAZIONE


Questo passo si colloca subito dopo l'annunciazione della nascita di Cristo a Maria, da parte dell'angelo. Maria aveva dato il suo consenso e si era detta "la serva del Signore" ora si affretta ad andare a trovare Elisabetta.
Maria ricevette la rivelazione che sua cugina Elisabetta avrebbe concepito un figlio per la potenza di Dio. La fede di Maria la spinse non solo a credere a questa rivelazione, ma anche ad agire. La rivelazione divina e la fede spingono sempre all'azione e essere servi del Signore significa essere anche servi dei fratelli. La fede non conosce esitazione perciò Maria si affrettò: "raggiunse in fretta" la casa di Elisabetta. Davanti alla chiamata e alle esigenze dei fratelli, tergiversiamo o siamo premurosi nell'agire? A questo appello di preparazione per l'avvento che è ormai molto vicino abbiamo risposto con la stessa premura o ci siamo adagiati nell'indifferenza di sempre, aumentando soltanto il nostro bagaglio d'informazioni, o subito abbiamo risposto alla chiamata ad accogliere Cristo, a seguirlo e a prepararci per questo avvenimento?

Maria si era detta "serva del Signore" e accettò la volontà di Dio. Il suo amore per il Signore è dimostrato dall'amore e dal servizio reso a sua cugina, illustrando così con la sua vita ciò che Giovanni disse: "chi ama Dio, ami anche il suo fratello" (1 Giov. 4, 21). Qui abbiamo le due donne più grandi di cui parlano le Scritture. Maria fu dettò "piena di grazia" e Elisabetta "piena di Spirito santo" e la loro grandezza dipende dall'accoglienza della volontà di Dio, il suo progetto per loro. La vera grandezza, come la vera gloria provengono solo da Dio e sono date a chi si predispone ad accoglierle. L'umiltà e la povertà sono le condizioni di accoglienza come lo sono anche per noi oggi che ci predisponiamo ad accogliere Cristo. Nei versetti 48 e 52 Maria gioisce perché Dio ha guardato la sua nullità, la sua umiltà, la sua povertà. Cosi anche Elisabetta che si meraviglia della visita di Maria, come per dire che non ne è degna. Maria si dichiarò la "serva del Signore" e Elisabetta la riconosce con grande fede come la madre del Signore. Serva e madre, due funzioni che spesso sono unite. Maria era tutta del Signore corpo (v. 38), anima (v. 46) e spirito (v.47).

Ora che Maria conosce in modo particolare la gioia che proviene dal Signore, desidera gioire insieme a Elisabetta. La gioia di Elisabetta è chiara dalla sua reazione al saluto di Maria, dalla sua esclamazione "a voce grande", dell'elogio che fa alla madre del Signore e alla grande sorpresa della sua visita. Tutto questo è anche accompagnato dalla gioia del bambino: "il bambino ha esultato di gioia" (v. 44) Ma si noti che questa gioia trova espressione perché Maria è "piena di grazia"(v. 28) ed Elisabetta "piena di Spirito Santo". (v. 41), la gioia proviene dallo Spirito. Il frutto dello Spirito è gioia" (Gal. 5, 22). La pienezza dello Spirito porta inevitabilmente alla gioia e la gioia del Signore è contagiosa. Non ancora nato, Giovanni Battista gioisce alla presenza del Messia, presenza che è punto di partenza e sostegno del cammino di fede (vedere anche Giov. 3, 29).

Le due donne erano apparentemente sole, forse perché proposte come modelli di fede, di gioia nel Signore, e di fedele attesa. Si trovano nella casa del sacerdote Zaccaria, marito di Elisabetta, ma egli era apparentemente assente. Sia Zaccaria che Elisabetta erano persone giuste (Luca 1, 6). Abbiamo due donne di fede profonda, Zaccaria, mancava di fede nella promessa di Dio e non poteva essere incluso in questo quadro positivo. Per non avere creduto alla Parola di Dio gli fu tolta la capacità di parlare: ''sarai muto e non potrai parlare fino al giorno in cui queste cose si avverranno, perché non hai creduto alle mie parole, le quali si adempiranno a loro tempo'' (Luca 1, 20). Come loro anch'egli ha conosciuto la potenza di Dio, ma a differenza di loro non ha conosciuto la potenza gioiosa del Signore per la sua mancanza di fede. Avrebbe rovinato il quadro di fede e di gioia che questa situazione evidenzia. È un esempio troppo contrastante per essere incluso in questa unione di fede e di gioia nello Spirito. Non crede e di conseguenza si priva della gioia immediata che deriva dalla fede viva nella Parola del Signore.

Maria riconosce che è benedetta a causa della dignità conferitale dal Signore, non per merito suo personale: ''grandi cose ha fatto in me l'onnipotente'' (v. 49). La persona veramente umile non attribuisce a se stessa il merito di ciò che ha raggiunto nella vita spirituale. In Maria abbiamo un altro esempio di ciò che disse Paolo: ''Dio ha scelto ciò che nel mondo è debole per confondere i forti ... perché nessun uomo possa gloriarsi davanti a Dio (1 Cor. 1, 27, 29). Maria non si gloria davanti a Dio, ma dà tutta la gloria a lui. È beata perché crede all'adempimento di ciò che è stato promesso. E noi crediamo con altrettanto sicurezza all'adempimento delle promesse di Dio?

Elisabetta loda la fede di Maria, fede nell'adempimento della Parola di Dio nella sua vita. Per questa fede sperimenta la potenza di Dio. Entrambe le donne sono destinatarie di un miracolo di Dio. Entrambe sperimentano personalmente come Dio può superare gli schemi umani. Nella loro vita hanno sperimentato la sovranità di Dio. Questo vale ugualmente anche per noi.

Vuoi essere anche tu tra "i beati che hanno creduto alle promesse di Dio?" Egli vuole operare anche in te lo stesso miracolo operato in Maria. Vuole che, per la fede in Cristo, tu conosca la nascita alla vita nuova per opera dello Spirito Santo. Hai solo da accogliere Cristo, credere alle sue promesse e lasciare che viva la sua vita in te.

Tutta la preparazione per Natale è la preparazione della nascita di Cristo in te per mezzo dello Spirito Santo. Se hai seguito con impegno, se hai risposto positivamente agli appelli della Parola di Dio, se hai lasciato che il Signore togliesse tutto ciò che nella tua vita ostacolava la venuta di Cristo in te, se hai risposto positivamente all'appello di Giovanni Battista alla conversione, se hai deciso di accettare la volontà di Dio per te, se riconosci la tua povertà, anzi, la tua nullità davanti a Dio, se hai atteso con gioia l'arrivo del Messia sei allora pronto ad accogliere, come Maria e Elisabetta, la promessa di Dio. Sei pronto a rivivere il miracolo che Dio ha già operato: la nascita di una vita nuova, la nascita di Cristo non soltanto a Betlemme, tra una settimana, ma soprattutto in te, ora. Il regno dei cieli è ormai molto vicino perché è la dove c'è il Re. Il Re dei re vuole prendere possesso di te perché già gli appartieni, essendo stato comprato a caro prezzo. Vuole prendere dimora in te per realizzare la gloria del Padre. Ma una cosa sola glielo può impedire: la tua volontà. Il giorno di Natale prendi la tua decisione, una decisione seria, responsabile di accoglierlo e di lasciarlo vivere in te per inondarti della gloria del Padre. Credi come Maria ed Elisabetta o decidi di rimanere escluso per mancanza di fede: "sia fatto a voi secondo la vostra fede" (Matt. 9, 29)? Anche per te, dunque, sono queste parole rivolte a Maria: "beata colei che ha creduto nella'adempimento delle parole del signore" (Luca 1, 45)



LUCA 1, 39-48 TESTO E DOMANDE

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latest update: 30/5/04