| PRIMA DOMENICA DI QUARESIMA "C" |
LUCA 4, 1-13
MEDITAZIONE
Dopo il suo battesimo Gesù si mise a pregare. In quel momento
il cielo si aprì lo Spirito Santo scese su di lui ed egli
ricevette la rivelazione diretta dal Padre: "tu sei il mio
figlio prediletto, in te mi sono compiaciuto".
Gesù era "pieno di Spirito Santo" (v. 1) e la prima
cosa che fece fu di allontanarsi dal fiume Giordano, dalla folla,
per andare nel deserto, luogo privilegiato per la rivelazione divina.
La Parola "scese" su Giovanni nel deserto e da quel momento
egli iniziò la sua predicazione, anche Gesù si ritirò
dalla gente, dal Giordano, dove si svolgeva l'attività di
Giovanni, per entrare nel deserto.
Gesù andò nel deserto in obbedienza
allo Spirito Santo (v. 1). Tu sei chiamato a seguire Gesù
ad imitarlo, a fare ciò che egli fece e per poterlo fare
anche tu devi essere pieno di Spirito Santo (Efesini 5, 18), anche
tu devi allontanarti dal Giordano, dalle attività, dalla
folla e anche tu devi lasciarti guidare dallo Spirito nel deserto
e conoscere la vittoria sulle tentazioni come lui. Il tipo di tentazione,
il modo in cui Cristo le superò, la sua vittoria, sono utili
per imparare a vivere la vita nuova che già è tua
in Cristo. Quando Gesù si allontanò dal Giordano e
andò nel deserto era "pieno di Spirito Santo" e
quando usci vittorioso dal deserto per ritornare in Galilea era
"con la potenza dello Spirito Santo" (v. 14), pronto per
la Sua missione.
Questo è il modello per te, Gesù si
trovò nel posto in cui fu chiamato. Questo è il primo
passo verso la vittoria, verso la realizzazione del piano divino
nella tua vita: essere nella volontà di Dio essere in quel
posto dove Dio ti vuole. Dio desidera che anche tu entri nel deserto
e ti allontani dalle attività frenetiche, dagli affanni della
vita, per ritrovarti in comunione con lui perché vuole guidarti
verso la potenza dello Spirito per prepararti alla tua missione,
come nel caso di Gesù. Egli vuole che impari a discernere
la sua volontà, vuole portarti all'obbedienza, per donarti
la vittoria sul peccato, fonte di tutti i tuoi guai. Questo lo fa
per mezzo della sua Parola. Lascia che la quaresima diventi momento
di ascolto, lascia che la Parola penetri nella profondità
del tuo spirito: "la parola di Cristo dimori tra voi abbondantemente"
(Colossesi 3, 16) perché anche tu possa conoscere la vittoria
e "annunciare la parola di Dio con maggiore zelo e senza timore
alcuno" (Filippesi 1, 14).
Innanzitutto devi cominciare bene. Gesù ha
iniziato "pieno di Spirito Santo" e questo deve essere
anche il tuo punto di partenza. Un modo efficace per cominciare
bene è di riconoscere di non esserlo, di chiedere perdono,
di svuotarti di tutto ciò che ostacola la presenza efficace
dello Spirito in te e poi di metterti in cammino. È arrivato
dunque il momento in cui ti trovi a dover verificare la genuinità
della tua fede e del tuo cammino, la genuinità della tua
accoglienza di Cristo nell'avvento. Gli Israeliti hanno passato
quarant'anni nel deserto per imparare a dipendere da Dio, Gesù
passò quaranta giorni a imparare l'obbedienza e ne uscì
vittorioso. Tu ora sei chiamato a passare quaranta giorni nel tuo
deserto. Come la Parola "scese" su Giovanni quando era
nel deserto, cosi avverrà anche per te, in questo periodo
se ti metti in ascolto.
Per Cristo, la conoscenza della Parola era il mezzo
della vittoria: "sta scritto che" (vv. 4, 5, 12), la stessa
Parola farà da guida anche a te e ti sarà di aiuto
nelle tentazione e nelle prove che dovrai affrontare. Insegnerà
come lasciarti condurre nel deserto, come affrontare le prove, come
uscirne con novità di vita, nella potenza dello Spirito per
essere poi mandato verso gli altri, come Cristo. Forse, come per
gli antichi Israeliti, buona parte della tua vita è stata
un deserto, una prova, magari conosci solo la sconfitta, forse consideri
la vittoria impossibile. Durante questo periodo la Parola di Dio
ti fari capire che cosi Dio non vuole. Ti farà capire anche
che c'è un tipo di sconfitta secondo la logica umana, che
è in realtà la vittoria di Dio, nella nostra vita,
proprio come lo fu il sacrificio di Cristo. Dobbiamo guardare le
prove come le vede Dio e non solo con occhi umani.
È lo Spirito che manda nel deserto, ma è
anche lo Spirito che sostiene il cammino e che fa uscire vittoriosi,
nella sua potenza.
Quando leggi questo confronto tra Gesù e il
diavolo non pensare al diavolo come ad una figura che si manifesti
in forma concreta. Questo confronto avviene nella persona di Gesù
come avviene anche in te. Le tentazioni avvengono in modo uguale.
A volte si tende a dimenticare che Gesù era vero uomo oltre
ad essere vero Dio, si dimentica che anche lui ha dovuto imparare
l'obbedienza come tutti gli uomini: "Pur essendo Figlio, imparò
l'obbedienza dalle cose che patì e, reso perfetto, divenne
causa di salvezza eterna per tutti coloro che gli obbediscono"
(Ebrei 5, 8, 9).
Gesù non mangiò nulla per quaranta
giorni ed essendo uomo, "ebbe fame" (v. 2). Era un momento
vulnerabile; quando si ha fame si sente l'esigenza di mangiare,
dopo quaranta giorni questa diventa un'assoluta necessità.
Sembra che il diavolo avesse aspettato proprio questo momento, "quando
furono terminati ebbe fame. Allora il diavolo gli disse..."
(vv. 2, 3). Egli aspetterà anche il tuo momento di debolezza,
di scoraggiamento, di prova.
Il diavolo affronta Gesù su due versanti:
quello umano (la sua necessità di mangiare) e quello divino
(la sua fede nella rivelazione del Padre). Egli dice: "di'
a questa pietra che diventi pane" (v. 3). Secondo la logica
umana non c'è nulla di male nel trasformare pietre in pane
se si ha il potere di farlo e se questo soddisfa un'esigenza urgente.
Secondo quella di Dio invece sì perché il bene o il
male non si stabilisce solo a livello di ciò che è
ragionevole, secondo ciò che corrisponde alla logica umana.
Quello che conta è l'origine del pensiero: è di origine
divina, umana o diabolica? Satana è bravo a mascherarsi da
angelo di luce (2 Cor. 11, 14), perciò non c'è da
meravigliarsi se il pensiero o tentazione avesse una certa corrispondenza
con la logica umana e sembra "giusto". Se tu hai il cuore
diviso, se il tuo cuore non è pienamente fissato sulla realizzazione
delle promesse di Dio per te, difficilmente le potrai sperimentare
nella tua vita. Se non abbandoni definitivamente i frutti dello
spirito del mondo come gli Israeliti lo spirito dell'Egitto, pur
essendo del popolo di Dio, passerai anche tu 40 anni errando nel
deserto per imparare la lezione. Senza uscire dall'Egitto, che rappresenta
lo spirito di questo mondo, non raccoglierai le primizie del regno:
"non amate né il mondo, né le cose di questo
mondo! Se uno ama il mondo l'amore del Padre non è in lui"
(1 Giovanni 2, 15).
L'uomo trova sempre giustificazioni per le azioni
che non sono in conformità con la volontà di Dio rivelata
nelle Scritture, potrebbe trovare addirittura un passo delle Scritture
per giustificarsi, come fece il diavolo, quando le cita a sproposito.
Ragionando secondo la logica umana, chi non avrebbe detto che Gesù
poteva essere più che giustificato, trasformando quelle pietre
in pane? Se trasformò l'acqua in vino per gli invitati alle
nozze di Cana, perché non trasformare anche le pietre in
pane per soddisfare il proprio bisogno di mangiare? Gesù,
però disse: "mio cibo è fare la volontà
di colui che mi ha mandato e compiere la sua opera" (Giovanni
4, 34). Non era la volontà del Padre che Gesù usasse
il suo potere per soddisfare l'esigenza giusta di mangiare. Gesù
ha usato discernimento in questa situazione, cioè ha guardato
criticamente la sua situazione, il suo pensiero, e si lasciò
guidare dallo Spirito Santo che gli rivelò che pur essendo
giusto secondo la logica umana, non lo era secondo il piano di Dio.
Scoperto questo, egli piegò la sua volontà, ed eseguì
quella di Dio. Questo è il significato delle parole: "se
qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi sé stesso, prenda
la sua croce e mi segua. Chi vorrà salvare la propria vita,
la perderà, ma chi perderà la propria vita per me
la salverà" (Luca 9, 23, 24).
Se Gesù fu pieno di Spirito questo fu, non
per soddisfare le sue esigenze, ma per scoprire la volontà
di Dio e per servire gli altri. Il suo potere, a differenza di quello
dei potenti del mondo, non ha lo scopo di soddisfare sé stesso,
o di opprimere il prossimo, ma di salvarlo.
Il tentatore lo prende anche dal versante divino.
Gesù aveva appena sentito la rivelazione dal Padre per mezzo
dello Spirito Santo: "Tu sei il mio Figlio prediletto"
ma il diavolo tenta di fare crollare la sua fede nella la Parola
del Padre in quell'occasione "Se tu sei Figlio di Dio"
(v. 3, 9) implicando che, per esserne sicuro, avrebbe dovuto richiedere
la prova dei suoi poteri. Gesù non aveva ancora compiuto
miracoli, non aveva ancora scoperto in modo concreto il potere conferitogli.
Quale occasione migliore, e più giusta, secondo la logica
umana, per scoprire la verità di questa rivelazione; quale
momento più propizio poteva presentarsi per manifestare i
suoi poteri? Non è forse cosi che noi avremmo ragionato?
Anche a Gesù venne tale pensiero, ma lo respinse.
Gesù non lo respinse con ragionamenti umani,
perché questo lo avrebbe portato, quasi inevitabilmente,
a fare la propria volontà e non quella del Padre. Egli rispose
con la Parola di Dio, guida infallibile per l'uomo che voglia conformare
la propria vita a quella di Cristo. A differenza degli Israeliti
nel deserto, egli si rende conto subito, in base alla sua conoscenza
delle Scritture che la fame serviva a uno scopo divino: di fare
capire che l'uomo non vive solo di cose materiali. Gesù lo
lesse in Deuteronomio 8, 3 e ripeté queste Parole. Rispose
con la Parola di Dio, non con la propria.
La seconda tentazione riguarda il potere e la gloria:
"ti darò tutta questa potenza e la gloria di questi
regni". Gesù decisamente rinuncia al potere mondano
perché questa non è la via di Dio e perché
il regno di Cristo non è di questo mondo (Giovanni 18, 36).
A Gesù interessa piuttosto la potenza dello Spirito (v. 14)
e non quella del mondo. Interessava la gloria che aveva presso il
Padre (Giovanni 17, 5). Quella gloria raggiunta e descritta in Apocalisse
5, 11-14.
Tu rinunci al potere e alla gloria mondani per avere
quelli di Dio? Tu pensi di più al potere che è affermazione
di te stesso e spesso a scapito degli altri, sul posto di lavoro,
nel lavoro in parrocchia, nella famiglia, nel condominio? Allora
questi sono aspetti della tua vita che vanno trasformati secondo
il modello di Cristo.
Il diavolo offre la "potenza" e la "gloria"
del mondo che "è stata messa nelle mie mani e io la
dò a chi voglio" (v. 6). Gesù non ha contraddetto
questa affermazione. Il potere e la gloria del mondo appartengono
a Satana, essi costituiscono quel sistema che è incompatibile
con il regno di Dio e dal quale siamo stati salvati: "noi sappiamo
che siamo da Dio, mentre tutto il mondo giace sotto il potere del
maligno" (1 Giovanni 5, 19). Ecco perché Giovanni poteva
dire "non amate né il mondo, né le cose del mondo!
Se uno ama il mondo, l'amore del Padre non è in lui"
(1 Giovanni 2, 15).
Tu desideri la gloria e la potenza del mondo o quelle
di Dio? Tutta la potenza e tutta la gloria sono offerte a Cristo
per un atto di adorazione. Tu avresti resistito ad una tentazione,
simile? Prima di affrettarti a dire di sì, pensa se la tua
vita quotidiana lo conferma. Ti aggrappi al tuo piccolo potere,
ai piccoli privilegi, per dominare gli altri, per qualche vantaggio
personale, anziché usare il tuo potere per servire? (Marco
10, 42-45).
Di nuovo Gesù risponde con la Parola di Dio:
bisogna adorare solo Dio e non il diavolo. E tu? Chiaramente non
ti prostri davanti a Satana. Ma ciò che metti al primo posto
nella vita, ciò che occupa il posto centrale nei tuoi pensieri,
nelle tue emozioni, sono quelle cose che hanno preso il posto che
spetta a Dio, di conseguenza è questo il tuo idolo, è
questa la cosa che adori in realtà. Che cosa occupa il primo
posto nella tua vita? Il tuo "io", il tuo piccolo potere,
la tua piccola gloria, o Dio?
Nella terza tentazione si cerca di mettere alla prova
la fede di Gesù: "Se sei Figlio di Dio..." (v.
9). Questa volta è il diavolo che cita la Parola di Dio,
è lui che dice "sta scritto" essendosi accorto
che Gesù riceve la sua guida dalle Scritture. Per di più
se Gesù ha citato un solo passo per resistere alle tentazioni,
il diavolo ne cita due come per gareggiare nella conoscenza delle
Scritture. Anche le Scritture possono essere usate per giustificare
un agire contrario alla volontà di Dio. Gesù di nuovo
si rende conto che seguire il suggerimento del diavolo e buttarsi
giù dal tempio perché Dio ha promesso di proteggerlo
è in realtà tentare Dio, costringerlo a sottomettersi
alla volontà di Gesù. Tu soccombi a volte al desiderio
di tentare Dio? Hai forse detto: "se tu mi dai una cosa io
ne darò un'altra? Non c'è molta differenza tra dire
questo e dire "se tu non mi dai questa cosa io non ti dò
quella". Non è forse la stessa tentazione che ebbe Gesù?
Entrambi non cercano forse di costringere Dio ad agire? Poi rimaniamo
sorpresi che Dio non si lascia costringere, ma afferma la sua sovranità.
Dio ascolta il grido del popolo, ascolta la preghiera del cuore
affranto, ascolta la preghiera insistente che chiede (Luca 11, 5-8)
perché cosi si esprime fede. Ma dove sta scritto che egli
esaudisce normalmente chi vuole piegare Dio alla sua volontà
e cerca di forzarlo ad agire? Tra il Padre e Gesù, tra Dio
e noi sue creature, esiste un rapporto di amore, di reciproca donazione,
non di baratto o di ricatto. È per mezzo della guida dello
Spirito che si possono applicare correttamente le Scritture alle
nostre situazioni pratiche e non storpiandole secondo la nostra
volontà. Da questo principio deriva la necessità di
incontri biblici comunitari.
Non ci furono solo queste tre tentazioni. Luca dice
che Gesù dovette affrontare "ogni specie di tentazione",
quindi anche tutte quelle che tu ti trovi a dover affrontare. Gesù
ha resistito al diavolo perché conosceva la volontà
del Padre attraverso le Scritture e perché le ha applicate
alle sue situazioni concrete, seguendo la guide dello Spirito Santo.
Ha resistito al diavolo dicendo ogni volta: "sta scritto che.
. . ". Anche tu devi avere questa conoscenza perché
quando ti trovi davanti alle tentazioni sai come comportarti e anche
tu dirai: "Sta scritto che. . . " e non esiterai a sottometterti
alla Parola di Dio e cosi imparare l'obbedienza.
Alla fine il diavolo lo lasciò: "dopo
aver esaurito ogni tentazione il diavolo si allontanò da
lui". Ma questo non fu la fine dei tentativi del diavolo poiché
Luca conclude dicendo: "per ritornare al tempo fissato".
Questo sarà il momento della sua passione e della sua morte
in cui il diavolo sembra avere vinto, ma il tempo era "fissato",
non dal diavolo bensì da Dio. Dio ha in mano tutta la situazione,
dall'inizio alla fine, come ha in mano anche la nostra situazione
di prova, perciò lasciamoci guidare da lui per mezzo della
sua Parola e dallo Spirito Santo.
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