Chiesa Beata Vergine di Caravaggio Cremona

LA CHIESA BEATA VERGINE DI CARAVAGGIO
CREMONA

 

MEDITAZIONI BIBLICHE GUIDATE

 

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MEDITAZIONI BIBLICHE PER LA QUARESIMA CICLO "C"


SOTTOMETTEVI DUNQUE A DIO: RESISTETE AL DIAVOLO, ED EGLI FUGGIRÀ DA VOI. AVVICINATEVI A DIO ED EGLI SI AVVICINERÀ A VOI. (Giacomo 4, 7, 8)


PRIMA DOMENICA DI QUARESIMA "C"

 

LUCA 4, 1-13

MEDITAZIONE


Dopo il suo battesimo Gesù si mise a pregare. In quel momento il cielo si aprì lo Spirito Santo scese su di lui ed egli ricevette la rivelazione diretta dal Padre: "tu sei il mio figlio prediletto, in te mi sono compiaciuto".
Gesù era "pieno di Spirito Santo" (v. 1) e la prima cosa che fece fu di allontanarsi dal fiume Giordano, dalla folla, per andare nel deserto, luogo privilegiato per la rivelazione divina. La Parola "scese" su Giovanni nel deserto e da quel momento egli iniziò la sua predicazione, anche Gesù si ritirò dalla gente, dal Giordano, dove si svolgeva l'attività di Giovanni, per entrare nel deserto.

Gesù andò nel deserto in obbedienza allo Spirito Santo (v. 1). Tu sei chiamato a seguire Gesù ad imitarlo, a fare ciò che egli fece e per poterlo fare anche tu devi essere pieno di Spirito Santo (Efesini 5, 18), anche tu devi allontanarti dal Giordano, dalle attività, dalla folla e anche tu devi lasciarti guidare dallo Spirito nel deserto e conoscere la vittoria sulle tentazioni come lui. Il tipo di tentazione, il modo in cui Cristo le superò, la sua vittoria, sono utili per imparare a vivere la vita nuova che già è tua in Cristo. Quando Gesù si allontanò dal Giordano e andò nel deserto era "pieno di Spirito Santo" e quando usci vittorioso dal deserto per ritornare in Galilea era "con la potenza dello Spirito Santo" (v. 14), pronto per la Sua missione.

Questo è il modello per te, Gesù si trovò nel posto in cui fu chiamato. Questo è il primo passo verso la vittoria, verso la realizzazione del piano divino nella tua vita: essere nella volontà di Dio essere in quel posto dove Dio ti vuole. Dio desidera che anche tu entri nel deserto e ti allontani dalle attività frenetiche, dagli affanni della vita, per ritrovarti in comunione con lui perché vuole guidarti verso la potenza dello Spirito per prepararti alla tua missione, come nel caso di Gesù. Egli vuole che impari a discernere la sua volontà, vuole portarti all'obbedienza, per donarti la vittoria sul peccato, fonte di tutti i tuoi guai. Questo lo fa per mezzo della sua Parola. Lascia che la quaresima diventi momento di ascolto, lascia che la Parola penetri nella profondità del tuo spirito: "la parola di Cristo dimori tra voi abbondantemente" (Colossesi 3, 16) perché anche tu possa conoscere la vittoria e "annunciare la parola di Dio con maggiore zelo e senza timore alcuno" (Filippesi 1, 14).

Innanzitutto devi cominciare bene. Gesù ha iniziato "pieno di Spirito Santo" e questo deve essere anche il tuo punto di partenza. Un modo efficace per cominciare bene è di riconoscere di non esserlo, di chiedere perdono, di svuotarti di tutto ciò che ostacola la presenza efficace dello Spirito in te e poi di metterti in cammino. È arrivato dunque il momento in cui ti trovi a dover verificare la genuinità della tua fede e del tuo cammino, la genuinità della tua accoglienza di Cristo nell'avvento. Gli Israeliti hanno passato quarant'anni nel deserto per imparare a dipendere da Dio, Gesù passò quaranta giorni a imparare l'obbedienza e ne uscì vittorioso. Tu ora sei chiamato a passare quaranta giorni nel tuo deserto. Come la Parola "scese" su Giovanni quando era nel deserto, cosi avverrà anche per te, in questo periodo se ti metti in ascolto.

Per Cristo, la conoscenza della Parola era il mezzo della vittoria: "sta scritto che" (vv. 4, 5, 12), la stessa Parola farà da guida anche a te e ti sarà di aiuto nelle tentazione e nelle prove che dovrai affrontare. Insegnerà come lasciarti condurre nel deserto, come affrontare le prove, come uscirne con novità di vita, nella potenza dello Spirito per essere poi mandato verso gli altri, come Cristo. Forse, come per gli antichi Israeliti, buona parte della tua vita è stata un deserto, una prova, magari conosci solo la sconfitta, forse consideri la vittoria impossibile. Durante questo periodo la Parola di Dio ti fari capire che cosi Dio non vuole. Ti farà capire anche che c'è un tipo di sconfitta secondo la logica umana, che è in realtà la vittoria di Dio, nella nostra vita, proprio come lo fu il sacrificio di Cristo. Dobbiamo guardare le prove come le vede Dio e non solo con occhi umani.

È lo Spirito che manda nel deserto, ma è anche lo Spirito che sostiene il cammino e che fa uscire vittoriosi, nella sua potenza.

Quando leggi questo confronto tra Gesù e il diavolo non pensare al diavolo come ad una figura che si manifesti in forma concreta. Questo confronto avviene nella persona di Gesù come avviene anche in te. Le tentazioni avvengono in modo uguale. A volte si tende a dimenticare che Gesù era vero uomo oltre ad essere vero Dio, si dimentica che anche lui ha dovuto imparare l'obbedienza come tutti gli uomini: "Pur essendo Figlio, imparò l'obbedienza dalle cose che patì e, reso perfetto, divenne causa di salvezza eterna per tutti coloro che gli obbediscono" (Ebrei 5, 8, 9).

Gesù non mangiò nulla per quaranta giorni ed essendo uomo, "ebbe fame" (v. 2). Era un momento vulnerabile; quando si ha fame si sente l'esigenza di mangiare, dopo quaranta giorni questa diventa un'assoluta necessità. Sembra che il diavolo avesse aspettato proprio questo momento, "quando furono terminati ebbe fame. Allora il diavolo gli disse..." (vv. 2, 3). Egli aspetterà anche il tuo momento di debolezza, di scoraggiamento, di prova.

Il diavolo affronta Gesù su due versanti: quello umano (la sua necessità di mangiare) e quello divino (la sua fede nella rivelazione del Padre). Egli dice: "di' a questa pietra che diventi pane" (v. 3). Secondo la logica umana non c'è nulla di male nel trasformare pietre in pane se si ha il potere di farlo e se questo soddisfa un'esigenza urgente. Secondo quella di Dio invece sì perché il bene o il male non si stabilisce solo a livello di ciò che è ragionevole, secondo ciò che corrisponde alla logica umana. Quello che conta è l'origine del pensiero: è di origine divina, umana o diabolica? Satana è bravo a mascherarsi da angelo di luce (2 Cor. 11, 14), perciò non c'è da meravigliarsi se il pensiero o tentazione avesse una certa corrispondenza con la logica umana e sembra "giusto". Se tu hai il cuore diviso, se il tuo cuore non è pienamente fissato sulla realizzazione delle promesse di Dio per te, difficilmente le potrai sperimentare nella tua vita. Se non abbandoni definitivamente i frutti dello spirito del mondo come gli Israeliti lo spirito dell'Egitto, pur essendo del popolo di Dio, passerai anche tu 40 anni errando nel deserto per imparare la lezione. Senza uscire dall'Egitto, che rappresenta lo spirito di questo mondo, non raccoglierai le primizie del regno: "non amate né il mondo, né le cose di questo mondo! Se uno ama il mondo l'amore del Padre non è in lui" (1 Giovanni 2, 15).

L'uomo trova sempre giustificazioni per le azioni che non sono in conformità con la volontà di Dio rivelata nelle Scritture, potrebbe trovare addirittura un passo delle Scritture per giustificarsi, come fece il diavolo, quando le cita a sproposito. Ragionando secondo la logica umana, chi non avrebbe detto che Gesù poteva essere più che giustificato, trasformando quelle pietre in pane? Se trasformò l'acqua in vino per gli invitati alle nozze di Cana, perché non trasformare anche le pietre in pane per soddisfare il proprio bisogno di mangiare? Gesù, però disse: "mio cibo è fare la volontà di colui che mi ha mandato e compiere la sua opera" (Giovanni 4, 34). Non era la volontà del Padre che Gesù usasse il suo potere per soddisfare l'esigenza giusta di mangiare. Gesù ha usato discernimento in questa situazione, cioè ha guardato criticamente la sua situazione, il suo pensiero, e si lasciò guidare dallo Spirito Santo che gli rivelò che pur essendo giusto secondo la logica umana, non lo era secondo il piano di Dio. Scoperto questo, egli piegò la sua volontà, ed eseguì quella di Dio. Questo è il significato delle parole: "se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi sé stesso, prenda la sua croce e mi segua. Chi vorrà salvare la propria vita, la perderà, ma chi perderà la propria vita per me la salverà" (Luca 9, 23, 24).

Se Gesù fu pieno di Spirito questo fu, non per soddisfare le sue esigenze, ma per scoprire la volontà di Dio e per servire gli altri. Il suo potere, a differenza di quello dei potenti del mondo, non ha lo scopo di soddisfare sé stesso, o di opprimere il prossimo, ma di salvarlo.

Il tentatore lo prende anche dal versante divino. Gesù aveva appena sentito la rivelazione dal Padre per mezzo dello Spirito Santo: "Tu sei il mio Figlio prediletto" ma il diavolo tenta di fare crollare la sua fede nella la Parola del Padre in quell'occasione "Se tu sei Figlio di Dio" (v. 3, 9) implicando che, per esserne sicuro, avrebbe dovuto richiedere la prova dei suoi poteri. Gesù non aveva ancora compiuto miracoli, non aveva ancora scoperto in modo concreto il potere conferitogli. Quale occasione migliore, e più giusta, secondo la logica umana, per scoprire la verità di questa rivelazione; quale momento più propizio poteva presentarsi per manifestare i suoi poteri? Non è forse cosi che noi avremmo ragionato? Anche a Gesù venne tale pensiero, ma lo respinse.

Gesù non lo respinse con ragionamenti umani, perché questo lo avrebbe portato, quasi inevitabilmente, a fare la propria volontà e non quella del Padre. Egli rispose con la Parola di Dio, guida infallibile per l'uomo che voglia conformare la propria vita a quella di Cristo. A differenza degli Israeliti nel deserto, egli si rende conto subito, in base alla sua conoscenza delle Scritture che la fame serviva a uno scopo divino: di fare capire che l'uomo non vive solo di cose materiali. Gesù lo lesse in Deuteronomio 8, 3 e ripeté queste Parole. Rispose con la Parola di Dio, non con la propria.

La seconda tentazione riguarda il potere e la gloria: "ti darò tutta questa potenza e la gloria di questi regni". Gesù decisamente rinuncia al potere mondano perché questa non è la via di Dio e perché il regno di Cristo non è di questo mondo (Giovanni 18, 36). A Gesù interessa piuttosto la potenza dello Spirito (v. 14) e non quella del mondo. Interessava la gloria che aveva presso il Padre (Giovanni 17, 5). Quella gloria raggiunta e descritta in Apocalisse 5, 11-14.

Tu rinunci al potere e alla gloria mondani per avere quelli di Dio? Tu pensi di più al potere che è affermazione di te stesso e spesso a scapito degli altri, sul posto di lavoro, nel lavoro in parrocchia, nella famiglia, nel condominio? Allora questi sono aspetti della tua vita che vanno trasformati secondo il modello di Cristo.

Il diavolo offre la "potenza" e la "gloria" del mondo che "è stata messa nelle mie mani e io la dò a chi voglio" (v. 6). Gesù non ha contraddetto questa affermazione. Il potere e la gloria del mondo appartengono a Satana, essi costituiscono quel sistema che è incompatibile con il regno di Dio e dal quale siamo stati salvati: "noi sappiamo che siamo da Dio, mentre tutto il mondo giace sotto il potere del maligno" (1 Giovanni 5, 19). Ecco perché Giovanni poteva dire "non amate né il mondo, né le cose del mondo! Se uno ama il mondo, l'amore del Padre non è in lui" (1 Giovanni 2, 15).

Tu desideri la gloria e la potenza del mondo o quelle di Dio? Tutta la potenza e tutta la gloria sono offerte a Cristo per un atto di adorazione. Tu avresti resistito ad una tentazione, simile? Prima di affrettarti a dire di sì, pensa se la tua vita quotidiana lo conferma. Ti aggrappi al tuo piccolo potere, ai piccoli privilegi, per dominare gli altri, per qualche vantaggio personale, anziché usare il tuo potere per servire? (Marco 10, 42-45).

Di nuovo Gesù risponde con la Parola di Dio: bisogna adorare solo Dio e non il diavolo. E tu? Chiaramente non ti prostri davanti a Satana. Ma ciò che metti al primo posto nella vita, ciò che occupa il posto centrale nei tuoi pensieri, nelle tue emozioni, sono quelle cose che hanno preso il posto che spetta a Dio, di conseguenza è questo il tuo idolo, è questa la cosa che adori in realtà. Che cosa occupa il primo posto nella tua vita? Il tuo "io", il tuo piccolo potere, la tua piccola gloria, o Dio?

Nella terza tentazione si cerca di mettere alla prova la fede di Gesù: "Se sei Figlio di Dio..." (v. 9). Questa volta è il diavolo che cita la Parola di Dio, è lui che dice "sta scritto" essendosi accorto che Gesù riceve la sua guida dalle Scritture. Per di più se Gesù ha citato un solo passo per resistere alle tentazioni, il diavolo ne cita due come per gareggiare nella conoscenza delle Scritture. Anche le Scritture possono essere usate per giustificare un agire contrario alla volontà di Dio. Gesù di nuovo si rende conto che seguire il suggerimento del diavolo e buttarsi giù dal tempio perché Dio ha promesso di proteggerlo è in realtà tentare Dio, costringerlo a sottomettersi alla volontà di Gesù. Tu soccombi a volte al desiderio di tentare Dio? Hai forse detto: "se tu mi dai una cosa io ne darò un'altra? Non c'è molta differenza tra dire questo e dire "se tu non mi dai questa cosa io non ti dò quella". Non è forse la stessa tentazione che ebbe Gesù? Entrambi non cercano forse di costringere Dio ad agire? Poi rimaniamo sorpresi che Dio non si lascia costringere, ma afferma la sua sovranità. Dio ascolta il grido del popolo, ascolta la preghiera del cuore affranto, ascolta la preghiera insistente che chiede (Luca 11, 5-8) perché cosi si esprime fede. Ma dove sta scritto che egli esaudisce normalmente chi vuole piegare Dio alla sua volontà e cerca di forzarlo ad agire? Tra il Padre e Gesù, tra Dio e noi sue creature, esiste un rapporto di amore, di reciproca donazione, non di baratto o di ricatto. È per mezzo della guida dello Spirito che si possono applicare correttamente le Scritture alle nostre situazioni pratiche e non storpiandole secondo la nostra volontà. Da questo principio deriva la necessità di incontri biblici comunitari.

Non ci furono solo queste tre tentazioni. Luca dice che Gesù dovette affrontare "ogni specie di tentazione", quindi anche tutte quelle che tu ti trovi a dover affrontare. Gesù ha resistito al diavolo perché conosceva la volontà del Padre attraverso le Scritture e perché le ha applicate alle sue situazioni concrete, seguendo la guide dello Spirito Santo. Ha resistito al diavolo dicendo ogni volta: "sta scritto che. . . ". Anche tu devi avere questa conoscenza perché quando ti trovi davanti alle tentazioni sai come comportarti e anche tu dirai: "Sta scritto che. . . " e non esiterai a sottometterti alla Parola di Dio e cosi imparare l'obbedienza.

Alla fine il diavolo lo lasciò: "dopo aver esaurito ogni tentazione il diavolo si allontanò da lui". Ma questo non fu la fine dei tentativi del diavolo poiché Luca conclude dicendo: "per ritornare al tempo fissato". Questo sarà il momento della sua passione e della sua morte in cui il diavolo sembra avere vinto, ma il tempo era "fissato", non dal diavolo bensì da Dio. Dio ha in mano tutta la situazione, dall'inizio alla fine, come ha in mano anche la nostra situazione di prova, perciò lasciamoci guidare da lui per mezzo della sua Parola e dallo Spirito Santo.



LUCA 4, 1-13 TESTO E DOMANDE

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latest update: 26/5/04