Chiesa Beata Vergine di Caravaggio Cremona

LA CHIESA BEATA VERGINE DI CARAVAGGIO
CREMONA

 

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MEDITAZIONI BIBLICHE PER LA QUARESIMA CICLO "C"

 

 


VOI SIETE LA LUCE DEL MONDO (Matteo 5, 14)


SECONDA DOMENICA DI QUARESIMA "C"

 

LUCA 9, 28-36

MEDITAZIONE


Prima dell'inizio di questo passo, Gesù interrogò i discepoli sulla sua identità: "chi sono io secondo la gente"? (v. 18); e, subito dopo: "ma voi chi dite che io sia?". A questo punto arriva la rivelazione del Padre fatta a Pietro: "il Cristo di Dio", ovvero il Messia, il mandato di Dio. Dopo, Gesù annunciò la sua passione e la sua risurrezione, la sua umiliazione e la sua gloria. Poi fece un discorso rivolto a tutti i discepoli sulla necessità di rinnegare sé stessi e di prendere la propria croce, in altre parole di affrontare la passione per vivere la vita nuova della risurrezione come Gesù. Questo è il contesto in cui s'inserisce l'episodio della trasfigurazíone otto giorni dopo. Gesù fu trasfigurato e si trovò in compagnia di Elia e di Mosè, il più grande dei profeti, come per smentire quanto diceva la gente, cioè che Gesù fosse Elia o un profeta risorto. La trasfìgurazione e l'affermazione del Padre rivelano che egli è il Figlio diletto.

Ora Gesù prende con sé Pietro, Giovanni e Giacomo e insieme salgono sul monte, di notte, per pregare. La trasfigurazione di Gesù avviene durante la preghiera. È significativo che le più belle esperienze di Dio, le più efficaci rivelazioni divine avvengono nel momento di intima comunione con il Padre. Non è a caso che questa trasfigurazione avviene dopo la discussione sull'identità reale di Gesù, perché è una visione che conferma l'affermazione di Pietro (v. 20), verità rivelatagli dal Padre (Matteo 16, 17). Conferma anche un'altra importante verità rivelata appena prima: la risurrezione e la glorificazione di Gesù (v.22). A giudicare dalla reazione negativa di Pietro i discepoli avevano bisogno di essere convinti della necessità della passione di Gesù (Matteo 16, 22-23). A questi tre discepoli è concesso quella visione del regno di Dio promesso da Cristo (v. 27). È la conferma che Dio non è Dio dei morti bensì dei vivi (Matteo 22, 32) e non permetterà Gesù di rimanere nel potere della morte. Egli è il mandato dal Padre e la sua morte è un passo necessario verso la sua gloria e i discepoli avevano bisogno di sapere questo per essere sostenuti nella fede durante i momenti difficili della sconfitta apparente di Gesù sulla croce. Così tutta la vita di Cristo, tutte le prove da lui sostenute, sono messe nella giusta perspettiva.

Questa visione è una conferma della gloria futura non solo di Gesù, ma anche di tutti i discepoli compreso te. Matteo dice che Gesù divenne splendente come il sole: "il suo volto brillò come il sole" (Matteo 17, 2). Egli scrive anche che "i giusti splenderanno come il sole nel regno del padre loro"(Matteo 13, 43). Questo, abbinato alla verità della giustificazione per la fede in Cristo, come nel caso di Abramo, rivela che il progetto di Dio per te è la trasfigurazione definitiva. La gloria di Elia, di Mosè e di Cristo sarà tua anche se ora è difficile concepirlo (1 Giovanni 3, 2). Lo dice anche la seconda lettura: "la nostra patria invece è nei cieli e di là aspettiamo come salvatore il Signore Gesù Cristo, il quale trasfigurerà il nostro misero corpo per conformarlo al suo corpo glorioso" (Filippesi 3, 20, 21). È una visione dunque che dovrebbe confermare la tua fede come confermò quella dei tre discepoli. Dovrebbe essere fonte di incoraggiamento anche per te, perché mette in perspettiva la vita che ora vivi con tutte le sue prove e le sue gioie.

Luca dice: "la sua veste divenne candida e sfolgorante" (v. 29). Così sarà anche la tua veste perché lavata nel sangue di Cristo: "essi sono coloro che ... hanno lavato le loro vesti rendendole candide col sangue dell'Agnello. Per questo stanno davanti al trono di Dio.. ." (Apocalisse 7, 14, 15). Coloro che hanno accolto il sacrificio supremo di Cristo lasciandosi purificare dal suo sangue (l Giovanni l, 7), che sono stati inseriti in Cristo e che rimangono in lui (Filippesi 4, 1), sono giustificati e ben accetti a Dio. Questo è l'abito nuziale fornito dal re che invita al banchetto e senza il quale, non si entra nel regno (Matteo 22, 11, 14). Rivestiti dunque di Cristo, l'unica veste accettabiile al Padre e rimani in lui.

Probabilmente era questa gloria, che sapeva di poter conferire anche ai suoi discepoli, che costituì la gioia che gli fu posta davanti e che rese supportabile la sua passione e la sua morte: "Egli, in cambio della gioia che gli era posta innanzi, si sottopose alla croce, disprezzando l'ignominia, e si è assiso alla destra del trono di Dio." (Ebrei 12, 2). I discepoli videro la gloria di questi personaggi, come Abramo vide la gloria delle stelle che rappresentavano il popolo di Dio.

Durante questa visione celeste non viene persa la dimensione umana. Si fa notare la stanchezza dei discepoli: "erano oppressi dal sonno" (v. 32). Però, nel momento della visione della gloria di Gesù, rimasero svegli, affermazione che contrasta, fortemente con un'altra occasione, quando iniziò la sua passione nel Getsemani. Anche questa era una situazione di preghiera, ma i discepoli non rimasero svegli: "Così non sieti stati capaci di vegliare un'ora sola con me?" (Matteo 26, 40). Non è forse tipico? Siamo sempre pronti a vegliare, ad accogliere le esperienze positive, di gloria, ma non quelle della prova? I discepoli furono talmente accattivati e talmente forte fu l'esperienza, che non si poteva dormire. Anzi, Pietro voleva prolungare questi momenti. Come si può dormire davanti alla visione della beatitudine celeste? Pietro non si rese conto che l'esperienza piena di gloria non è data qui, ma nella vita futura: "Egli non sapeva quel che diceva" (v. 33). Furono confermati nella fede come rivelanno le parole: "è bello", e "per noi" (v. 33). Però non aveva capito che non esiste scorciattoia per raggiungere la beatitudine. Come gli Israeliti dovettero attraversare il deserto per arrivare alla terra promessa, anche noi dobbiamo attraversare il purgatorio della vita presente vissuta in Cristo, per arrivare definitivamente alla beatitudine.

La trasfigurazione, però, non è solo nel futuro ma è anche pesente, è già iniziata ora, dal momento in cui hai accettato la vita nuova in Cristo. Paolo dice che la sua vita è nascosta con Cristo in Dio (Colossesi 3, 3). Sei già avvolto nella vita gloriosa di Cristo, la tua vita misera è nascosta, trasfigurata, in Dio. In te c'è già lo Spirito del Cristo risorto e trasfigurato. Sempre più ti lasci trasformare o trasfigurare dallo Spirito, più rifletterai la gloria di Cristo in te, e più gli altri vedranno la tua trasfigurazione. In te vedranno la luce di Cristo contro lo sfondo delle tenebre del mondo che ancora non conosce questa luce. Questa è la tua vocazione: lasciare che la luce di Cristo in te illumini la notte buia degli altri, essere non il sole che è Cristo, ma una delle stelle che brillano nel cielo, una di quelle stelle alle quali Dio ha paragonato la discendenza d'Abramo.



LUCA 9, 28-36 TESTO E DOMANDE

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latest update: 26/5/04