| TERZA DOMENICA DI AVVENTO "C" |
SOFONIA 3,14-18 33, 14-16
MEDITAZIONE
In una lettura precedente hai ricevuto il comando di togliere le vesti
dell'afflizione e di gioire. Se hai tolto le vesti del peccato. Se
hai abbassato le montagne e riempito le valli, tolto cioè gli
ostacoli per accogliere il Signore, egli si farà presente.
Le parole profetiche di Sofonia furono scritte nella seconda meta
del 7° secolo, prima dell'avvento di Cristo. Abbiamo l'anticipazione
dell'operato di Cristo e della realtà che vive il vero cristiano.
In questo passo il Signore dice di aver revocato la condanna"
(v. 15). Sappiamo che avere creduto in Cristo e essersi affidati a
lui comporta la revoca della condanna alla quale è soggetto
tutto il genere umano: "Dio infatti ha tanto amato il mondo da
dare il suo Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui
non muoia, ma abbia la vita eterna. Dio non ha mandato il Figlio nel
mondo per giudicare il mondo, ma perché il mondo si salvi per
mezzo di lui. Chi crede in lui non è condannato; ma chi non
crede è già stato condannato, perché non ha creduto
nel nome dell'Unigenito Figlio di Dio" (Giov. 3, 16-18). Paolo
esprime lo stesso principio nella lettera ai Romani: "Non c'è
dunque nessuna condanna per quelli che sono in Cristo Gesù"
(Rom. 8, 1). Il motivo di ciò è molto semplice: sei
stato inserito in Cristo nel battesimo e Paolo dice: "la vostra
vita è ormai nascosta con Cristo in Dio" (Col. 3, 3).
Cristo ti esorta solo a rimanere la dove ti trovi: "rimanete
in me e io in voi" (Giov. 15, 4) perché solo in questo
modo puoi essere là dove egli è (Giov. 12, 26).
Inoltre, il passo dice che il Signore ha disperso il nemico (v.
15). Cristo ha disperso o sconfitto il nemico quando resistette alle
tentazioni di Satana nel deserto. Questa lotta spirituale era il primo
passo necessario per la sconfitta totale di Satana: "Nessuno
può entrare nella casa di un uomo forte e rapire le sue cose
se prima non avrà legato quell'uomo forte: allora ne saccheggerà
la casa" (Marco 3, 27). È proprio perché sconfitti
che i demoni vanno in crisi davanti a Gesù. Non possono resistere
alla sua potenza e alla sua autorità e gli ubbidiscono (Marco
1, 24, 25; Matt 8, 31). Il miracolo dell'uomo posseduto (Marco 1,
23-26) reca consolazione anche a te in quanto rivela che ora le forze
del male non hanno nessun potere su di te, tranne quello che tu vuoi
accordare a loro: "ha disperso il tuo nemico ... tu non vedrai
più la sventura'' (v. 15).
Come si vede tutto parte dalla fede: 'Sia fatto a voi secondo la
vostra fede" (Matt. 9, 29). La fede che devi avere non è
di natura intellettuale. Tu puoi credere che Gesù è
esistito come personaggio storico; questa non è 1a fede che
salva. Puoi credere che Dio esiste: questo credono anche i demoni
e tremano: "Tu credi che c'è un Dio solo? Fai bene; anche
i demoni lo credono e tremano" (Giac. 2, 19). La fede che salva
è quella che ti spinge a porre tutta la tua fiducia in Cristo,
sicuro che egli ti perdonerà, e che ti donerà la vita
eterna. La fede che salva è quella che ti spinge a mettere
Cristo al primo posto nella tua vita, quella che ti spinge ad unirti
agli altri cristiani, che ti spinge a fare qualunque cosa, compreso
rinunciare alla tua volontà per fare quella del Padre in ogni
situazione concreta della tua vita. È quella che ti spinge
a volere seguire Cristo e a rimanere sempre in lui.
L'uomo posseduto rappresenta l'uomo in genere sotto l'influenza
della forza di Satana, prima di accogliere Cristo. Esistono solo due
signorie, quella di Satana e quella di Cristo e ogni uomo, volente
o nolente, si sottomette o all'una o all'altra. Prima di morire Gesù
disse: "non parlerò più a lungo con voi, perché
viene il principe del mondo [Satana]; egli non ha potere su di me"
(Giov. 14, 30). Per mezzo della risurrezione, l'ultimo dominio di
Satana, la morte, è stato completamente sconfitta: "Dov'è,
o morte, la tua vittoria? Dov'e o morte, il tuo pungiglione? ... Siano
rese grazie a Dio che ci dà la vittoria per mezzo del Signore
nostro Gesu Cristo" (1 Cor 15, 55, 57). La vittoria sul peccato
e sulla morte è già tua in Cristo Gesù. La Parola
di Dio dice di non lasciarti scoraggiare: "Non temere Sion, non
lasciarti cadere le braccia!" (v. 16). Vivere nello scoraggiamento
e nella paura significa mancare di fede: "Perché siete
così paurosi? Non avete ancora fede?" (Marco 4, 40). Significa
mancare di amore: "Nell'amore non c'è timore" (1
Giov. 4, 18).
L'uomo non credente rifiuta la logica di Dio come follia, ma anche
molti cristiani con il loro comportamento la respingono e così
facendo si privano delle risorse di Dio, compresa la sua potenza che
è così necessaria. Qualcuno dice che vivere la vita
cristiana è difficile. Bisogna dire di più: è
impossibile!! Qualcuno afferma che Dio non ti chiama a fare cose che
sono al di là delle tue capacità, invece Dio ti chiama
spesso a fare cose che non sei capace di fare proprio per farti capire
che "senza di me non potete far nulla" (Giov. 15, 5). Ma
c'è anche il rovescio della medaglia: ''tutto posso in colui
che mi dà la forza" (Fil. 4, 13). Paolo sapeva della necessità
della potenza di Dio nel cristiano perché egli pregò:
"[il Padre] vi conceda, secondo la ricchezza della sua gloria,
di essere potentemente rafforzati dal suo Spirito nell'uomo interiore.
Che Cristo abiti per la fede nei vostri cuori" (Efes. 3, 16,
17). Nota come tutta la Trinità, Padre, Figlio e Spirito Santo,
sostiene il credente che si affida alla sua potenza. Ricordati la
promesse di Gesù: "io pregherò il Padre ed egli
vi darà un altro Consolatore perché rimanga con voi
per sempre, lo Spirito di verità ... non vi lascerò
orfani, ritornerà da voi ... se uno mi ama, osserverà
la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e
prenderemo dimora presso di lui." (Giov. 14, 16-23). Il credente
è istruito, consolato, rafforzato per l'onnipotenza del Padre,
del Figlio e dello Spirito Santo. Accogli Cristo non solo nella stalla
di Betlemme, ma soprattutto nella dimora indegna della tua persona.
Questo è il segreto della vita vittoriosa. Paolo non vuole
che Cristo sia solo un ospite d'onore bensì a casa sua. Cristo
non è solo un inquilino o un ospite ma padrone (Signore) a
casa sua. Questo avviene per mezzo della potenza dello Spirito a mano
a mano che cresce la tua fede. Smetti, dunque, di guardare il "vaso
di creta" che sei, per fissare lo sguardo sul tesoro che esso
contiene (2 Cor. 4, 7). "Il Signore tuo Dio in mezzo a te"
nel nostro passo (Sofonia v. 17) è ora diventato "il Signore
tuo Dio in te". A lode e a gloria di Dio Padre.
Chi nella sua vita sa di non essere più sotto la condanna
e sperimenta la liberazione dal potere del peccato per mezzo dell'onnipotenza
di Dio, non può che gioire e prendere di nuovo coraggio come
dice questa prima lettura.
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